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Vaccini, monito dell'Ue - La discussione sull'obbligatorietà o la volontarietà delle vaccinazioni per i bambini è artificiosa

Posted On Domenica, 25 Novembre 2018 14:56
Vytenis Andriukaitis Vytenis Andriukaitis

Il dibattito sulle vaccinazioni per i bambini dovrebbe essere "razionale", non basato su "fake news e teorie fuorvianti", perché ciò che conta è "salvare le vite dei bambini". Parola del commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis, che in conferenza stampa a Bruxelles risponde così a una domanda sulla posizione del governo italiano in materia di vaccinazioni.

"La mia risposta è semplice - afferma il commissario - se fossi un membro del governo italiano", direi "per favore, non create divari tra Bruxelles e l'Italia, perché aiuta a rafforzare l'euroscetticismo. Sono anche responsabile del problema di come salvare le vite dei bambini: non importa se in Lituania o in Italia. Ed è assolutamente inutile - continua - avere solo dibattiti, dibattiti, dibattiti: servono azioni, non dibattiti. Ora, la domanda alla società è semplice: volete basarvi sulle fake news o dibattere teorie fuorvianti o siete pronti a salvare le vite dei bambini?".

"E ora - prosegue Andriukaitis - quelle persone sono responsabili: facciamo un lavoro migliore. Siamo pronti ad assistere, per vedere come possiamo proteggere le vite dei bambini e aiutare l'Italia a raggiungere livelli di copertura più elevati. Quello - continua il commissario europeo - è il segnale da mandare ai genitori italiani, alla società italiana, ai parlamentari italiani e a tutti noi, inclusa la Lituania, la Polonia e tutti i Paesi. E' sempre molto strano vedere certi dibattiti, aiuta a creare euroscetticismo, niente di più. Dobbiamo avere un dibattito razionale, con posizioni razionali, per raggiungere il nostro obiettivo. Sì, l'Europa libera dal morbillo è il nostro obiettivo comune, è il nostro dovere a livello di Organizzazione Mondiale della Sanità. Facciamo quello che possiamo", aggiunge Andriukaitis.

Secondo il commissario Ue alla Salute, la "discussione" sull'obbligatorietà o la volontarietà delle vaccinazioni per i bambini "è artificiosa". "Non sta ai politici - osserva - decidere qual è il metodo migliore, sta agli epidemiologi". "Ho avuto discussioni con il nuovo governo" italiano, "con il nuovo ministro - spiega il commissario europeo - e abbiamo parlato di tutte le possibilità per raggiungere il tasso maggiore possibile di bambini vaccinati. E' assolutamente inutile discutere sull'obbligatorietà o sulla volontarietà" dei vaccini.

"E' chiarissimo - prosegue - se c'è un problema di epidemia, usate gli strumenti che sono più efficaci. Se si possono utilizzare strumenti" caratterizzati dalla "volontarietà, come nei Paesi Bassi, che garantiscono il 97%-99%" di copertura, "allora facciamolo. Ma se non si possono utilizzare, allora usiamo l'obbligatorietà". Obbligatorietà e volontarietà delle vaccinazioni "non sono - precisa Andriukaitis - alternative l'una all'altra. Non sta ai politici decidere se deve essere volontaria o obbligatoria: sta agli epidemiologi, ai medici, agli scienziati, agli immunologi, dare consigli e vedere che cosa è meglio fare per aumentare le coperture".

"Vedo strane narrative dappertutto - prosegue il commissario lituano - possiamo usare l'obbligatorietà, la volontarietà, schemi diversi, una combinazione delle due cose. Come sappiamo, ci sono professioni in cui la vaccinazione è obbligatoria. Io, come cardiochirurgo, mi vaccino perché è obbligatorio e devo proteggere i miei pazienti. E i dentisti idem".

"Il problema principale - aggiunge - è che siamo responsabili per la protezione delle vite dei bambini, della salute dei bambini e di garantire il massimo accesso possibile alle cure. Questa è la questione. E' una vergogna se abbiamo morti di bambini dovute al morbillo: l'Europa non è libera dal morbillo: il nostro dovere è di essere liberi dal morbillo entro il 2020". "Che cosa stiamo facendo, tutti insieme, Parlamenti e governi di tutti gli Stati membri" per raggiungere quell'obiettivo? "E' una discussione artificiosa. Sta agli epidemiologi, agli scienziati decidere quale metodo è il migliore. Perché qui si tratta della sicurezza dei bambini", conclude Andriukaitis.

 

 

 

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