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Bimba morta su slitta, la Procura apre un'inchiesta, due indagati, sequestrata la pista, cartello scritto in tedesco

Posted On Domenica, 06 Gennaio 2019 10:49

Un cartello scritto solo in tedesco che vietava l'uso dello slittino su quella pista nera. E' l'elemento principale su cui si sta focalizzando l'attenzione degli investigatori chiamati a chiarire le eventuali responsabilità nel tragico incidente sulle Alpi serentine in Alto Adige costato la vita alla piccola Emily Formisano di otto anni. La procura di Bolzano ha aperto un'inchiesta e come primo atto ha disposto il sequestro della pista nera del Corno del Renon, imboccata per sbaglio dalla mamma della bimba, Renata Dyakowska.

La donna di 38 anni, di Reggio Emilia, ancora ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale di Bolzano, è stata iscritta dai pm nel registro degli indagati, assieme al responsabile della società che gestisce il comprensorio sciistico del Corno del Renon. Mamma e figlia ieri al Corno del Renon avevano noleggiato una slitta, ma invece di scendere alla stazione intermedia della cabinovia e prendere la pista per gli slittini, sono salite a monte. Per raggiungere la loro destinazione sono scese, forse per sbaglio, per la pista da sci che però, essendo una pista 'nera', era molto ripida.

Un errore fatale: mamma e figlia sul loro slittino hanno preso velocità, andandosi a schiantare contro un albero. E la piccola è morta sul colpo. Il pm titolare dell'indagine ha compiuto un primo sopralluogo sulla pista, anche per accertare se le protezioni collocate lungo il tracciato della pista 'nera' riservata a sciatori esperti erano sufficienti. E dai primissimi accertamenti sarebbe emerso che all'inizio della pista nera il cartello era solo in tedesco, mentre l'avviso esplicativo verticale con il simbolo di divieto alle slitte sarebbe stato posto più un basso, a circa cento metri sotto, a discesa già iniziata.

"E' paradossale che, con tutti i turisti italiani che frequentano le piste altoatesine, si pensi sia sufficiente apporre dei cartelli solo in lingua tedesca", osserva il consigliere comunale di Bolzano Claudio Della Ratta (Pd). "Una triste e dolorosa vicenda, originata forse anche da carente informazione, assolutamente da chiarire", conclude Della Ratta.

 

 

 

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