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Bimbo 2 anni morto: fermato anche il padre

Posted On Sabato, 20 Aprile 2019 09:38
Donatella Di Bona Donatella Di Bona

E' stato fermato nella notte, al termine di un lungo interrogatorio, anche il padre di Gabriel Faroleto il bimbo di due anni ucciso nei giorni scorsi in provincia di Frosinone. L'uomo, Nicola Faroleto, è accusato di omicidio in concorso: per gli investigatori era presente al momento dell'omicidio e potrebbe aver assistito al delitto senza fare nulla per impedirlo o aver partecipato attivamente. Per la morte del bambino i carabinieri hanno già arrestato la mamma del bimbo, Donatella Di Bona. L'ipotesi è che a far scattare la violenza della donna possa essere stato un banale capriccio del bambino, il suo pianto disperato perché voleva tornare a casa della nonna.

Intanto oggi dovrebbe svolgersi l'autopsia sul corpo del bambino da cui potrebbero emergere altri dettagli utili agli investigatori. Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Frosinone vanno avanti per fare piena luce su quello che è accaduto mercoledì pomeriggio. L'ipotesi è che a far scattare la violenza della mamma di Gabriel possa essere stato un banale capriccio del bambino, il suo pianto disperato perché voleva tornare a casa della nonna. La mamma inizialmente aveva raccontato che il figlio era stato investito da un'auto pirata, ma la sua versione non ha convinto gli investigatori.

IL FATTO

Il piccolo Antonio Gabriel Faroleto è stato ucciso. Un capriccio, quello di poter tornare a casa dalla nonna, e un pianto avrebbero fatto scattare qualcosa nella giovane mamma del bimbo che ha trasformato la 28enne Donatella Di Bona in assassina. Al bambino la donna di Piedimonte San Germano, centro di 6.500 abitanti nei pressi di Cassino, avrebbe chiuso la bocca e stretto il collo fino a soffocarlo, per poi cercare di sviare gli investigatori sostenendo che il figlio era stato investito da un'auto pirata.

Al termine del lunghissimo interrogatorio a cui la giovane è stata sottoposta, i carabinieri del comando provinciale di Frosinone e il sostituto procuratore Valentina Maisto hanno trovato conferma ai dubbi peggiori su quanto accaduto mercoledì pomeriggio. La 28enne, vittima da tempo di continui attacchi di panico e che viveva in condizioni di notevole difficoltà, è stata sottoposta così a fermo, con l'accusa di omicidio volontario, e rinchiusa nel carcere romano di Rebibbia. Secondo quando ricostruito dagli investigatori del colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale, la ventottenne avrebbe cercato di far tacere il piccolo che piangeva troppo chiudendogli la bocca con una mano.

Attorno alle 16 di ieri in località Volla, nelle campagne di Piedimonte San Germano, ricevute le prime richieste di intervento, il personale del 118 ha a lungo cercato di rianimare Antonio Gabriel, di soli 24 mesi, ma purtroppo invano. Mamma Donatella aveva sostenuto che un'auto lo aveva investito e poi si era data alla fuga. Del mezzo però nessuna traccia e nessun segno di investimento sul corpo del bimbo. I carabinieri, temendo ben presto il peggio, si sono quindi concentrati sulla 28enne, che aveva anche delle piccole ferite sul volto e sul collo delle quali non riusciva a fornire una spiegazione plausibile.

L'hanno interrogata, hanno compiuto delle perquisizioni e poi sono anche tornati con lei sul luogo del presunto investimento. La giovane donna ha quindi cambiato versione, dicendo che accidentalmente era stata lei a investire il figlio. Ma anche quel racconto non ha retto alle domande incalzanti degli investigatori e ben presto è venuto fuori l'orrore. I carabinieri e il sostituto procuratore Maisto si sono trovati così a scrivere la storia di una ragazza fragile, sola e alle prese con tante difficoltà, che davanti al pianto del figlio si sarebbe improvvisamente trasformata in assassina.

 

 

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