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Roberta Ragusa, la Cassazione conferma 20 anni di reclusione per il marito Antonio Logli

Posted On Giovedì, 11 Luglio 2019 08:47
Roberta Ragusa Roberta Ragusa

"Ha ucciso la moglie e ha distrutto il suo cadavere". Anche per i giudici della Corte di Cassazione Antonio Logli, 56 anni, elettricista di Gello, una frazione alle porte di Pisa, è colpevole. È stato lui, la notte tra il 13 e il 14 gennaio del 2012, ad ammazzare Roberta Ragusa, la madre dei suoi due figli e ad occultarne il cadavere mai più ritrovato. L’omicidio sarebbe accaduto dopo un violento litigio perché la donna, che aveva compiuto da poco 45 anni, aveva scoperto una relazione del marito con Sara Calzolaio, un’amica già babysitter dei figli.

I giudici della Suprema Corte hanno dunque confermato la condanna a 20 anni per omicidio volontario e distruzione di cadavere, la stessa pena (dopo un primo proscioglimento annullato dalla Cassazione) alla quale Logli era stato condannato in primo e secondo grado. Così, nella tarda serata di ieri, i carabinieri hanno bussato alla porta del bed and breakfast di Pisa dove Logli con la compagna Sara e la figlia Alessia ha atteso la sentenza, e l’hanno accompagnato nel carcere Don Bosco.

I figli, Daniele 22 anni e Alessia 18, anche ieri hanno ripetuto di essere sicuri che loro padre sia innocente. Lo avevano già fatto in tv e con una lettera inviata ai giudici della Cassazione nei quali chiedevano di assolvere Logli perché uomo innocente e padre amorevole. Un omicida che per sette anni ha nascosto la verità, invece, il parere dei giudici di terzo grado. Che hanno accolto pienamente le richieste del procuratore generale e la sua ricostruzione dei fatti. Ovvero che quella notte litigò violentemente con la moglie Roberta, la fece entrare nella sua auto e la uccise.

La ricostruzione

"Qualsiasi ipotesi alternativa sarebbe inverosimile. È certo che quella notte sono stati visti un uomo e una donna litigare e salire in un’auto dello stesso tipo di quella in uso alla famiglia Logli", aveva detto al termine della requisitoria il pg della Cassazione Luigi Birritteri definendo infondati tutti i motivi del ricorso della difesa. Che aveva chiesto l’assoluzione con formula piena di Logli per la non sussistenza del fatto convinti che la moglie si fosse allontanata volontariamente. Però gli avvocati avevano anche chiesto che, in caso di condanna, il reato fosse riqualificato in omicidio preterintenzionale e non più volontario.

"Questa richiesta è in subordine, non abbiamo cambiato la linea difensiva", aveva spiegato il legale, Roberto Cavani. La Cassazione ha però ritenuto inammissibile la richiesta. In attesa della pubblicazione delle motivazioni, si può ipotizzare che la Cassazione abbia giudicato attendibile le testimonianze dei testimoni. Soprattutto quelle di Loris Gozi, il giostraio con precedenti penali, che aveva raccontato di aver visto quella notte Logli litigare con una donna, forse la moglie, che poi aveva fatto salire in auto. Quello sul caso Roberta Ragusa è e resta un processo indiziario e probabilmente neppure questa sentenza definitiva non fugherà tutti i dubbi.

 

Fonte: corriere.it

 

 

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