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Togliete i cellulari dalle mani dei vostri figli e restituite loro i meccanismi naturali della creatività

Posted On Giovedì, 11 Luglio 2019 15:29

Togliete i cellulari dalle mani dei vostri figli e restituite loro i meccanismi naturali della creatività. La tecnologia può rappresentare un male. Essa rappresenta uno strumento comunicativo a cui i bambini vanno abituati e a cui devono accedere; la conoscenza tecnologica (compresa quella social) va approfondita in una logica di competenze e di sfruttamento dei sistemi che la caratterizzano. Il web apparterrà alla vita dei nostri figli, sia per lavoro, sia nelle quotidianità. I genitori, insieme alla scuola, dovrebbero concorrere positivamente all’educazione web dei ragazzi favorendone l’accesso razionale e consapevole alla rete.

Tuttavia questa stessa tecnologia corre il rischio di invadere anziché accrescere, ovvero da rivoluzione culturale rischia di essere declassata a mera invasione tecnologica (invasione dei costumi più che invasione culturale e dei saperi). Questa eventuale svalutazione può dipende dal fatto che la tecnologia, così come è disponibile oggi, è persuasiva e dà assuefazione: i ragazzi si abituano ad essere in rete, alla velocità della rete e escono, così, dalle dinamiche di contatto e interazione fisica. Ma non è colpa dei ragazzi, è colpa di noi adulti che non sappiamo proporre alternative, che non riusciamo a comprendere i codici comunicativi dei giovano né ci sforziamo di spendere energie di condivisione.

La rete è veloce! Talvolta l’adulto la legge come invadente, ma non è questo il suo problema, semplicemente va gestito lo spazio di azione in rete e le modalità con cui grandi e piccoli vi accedono. La velocità della rete ne garantisce la vastità di informazioni e la loro immediata fruibilità, tuttavia può rappresentare una distanza tra i bambini e il mondo reale. La rete dà subito i suoi frutti, i giardini dei bambini possono metterci una stagione per produrre un unico piccolo fiore! Perché la velocità della rete può allontanare i bambini dal mondo reale?

La risposta è semplice: il mezzo informatico processa immagini, suoni e informazioni a una velocità straordinariamente superiore a quella reale. Il bambino che non abbia coscienza di altra forma di produzione fuori dalla rete, come il bambino che non ne sperimenti abitualmente altre, rischia di rimanere insoddisfatto dinnanzi alla lentezza del mondo fisico. Si dice che i bambini tra gli zero e i due anni non dovrebbero essere esposti allo strumento televisivo, ciò proprio per la velocità con cui il televisore lancia e sintetizza impulsi visivi e uditivi; la stessa cosa vale per lo schermo di un PC, dinnanzi a un videogioco o al tablet.

Un buon genitore dovrebbe evitare di lasciare che il figlio non conosca la lentezza e il lento progredire della natura. I bambini di oggi, a modo loro, vivono un’altra rivoluzione in cui l’educazione cambia dal punto di vista della territorialità e della velocità: Internet rende la conoscenza immediata e transnazionale. I genitori dovrebbero avere due compiti fondamentali: educare i bambini all’uso consapevole della rete (dovendo probabilmente educare prima se stessi) e contemporaneamente concedere ai propri figli l’opportunità di non perdere il rapporto con la natura e con i tempi del mondo.

Può sembrare una dispendiosa banalità ma anche la coltivazione di una piccola pianta sul balcone di casa, meglio ancora se la coltivazione di piantine a uso alimentare e meglio ancora se la coltivazione di un piccolo orto, sono esperimenti che aiutano lo sviluppo emotivo del bambino oltre che intellettivo. Seminare, annaffiare, attendere, curare e controllare, sono tutte attività che sostengono il rapporto con l’io interiore, spiegano il tempo, la fatica, la pazienza e l’attesa, aiutano il bambino a sopportare le piccole frustrazioni della vita, ad assumersi piccole e importanti responsabilità, a metabolizzare pazientemente l’azione dell’aspettare spendendo fatica e tempo per raggiungere degli obiettivi prefissati con tenacia.

 

Fonte: vitadamamma.com

 

 

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