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Sei in vacanza, hai 35 anni, un marito, un bimbo di tre anni, un figlio in grembo e... muori di parto

Posted On Giovedì, 18 Luglio 2019 09:02

Una giovane donna di 35 anni, Santina Adamo, originaria di Rota Greca e residente a Montalto Uffugo (CS) è morta nell'ospedale di Cetraro, sulla costa tirrenica cosentina, a seguito di una complicazione seguita al parto. La donna villeggiava a Fuscaldo con la famiglia, quando si è recata in ospedale per partorire. Secondo quanto si è appreso, subito dopo il parto naturale, andato bene, la donna avrebbe avuto una forte emorragia e poco dopo è morta. I familiari hanno sporto denuncia ai carabinieri. Saranno le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, a chiarire l'esatta dinamica dei fatti. La donna era già madre di un altro bimbo di tre anni.

Ci ha commosso un post che una sua amica ha pubblicato su Facebook e lo riportiamo integralmente. Fra le righe si legge tanta tristezza ed impotenza davanti ad una vicenda così drammatica.

Da Francesca DB

Sei in vacanza, hai 35 anni... un bel marito, un bimbo di 3 anni, un figlio in grembo e tutta la vita davanti.
Hai preparato ogni cosa e non vedi l'ora di stringere a te il tuo bimbo e di guardare il padre negli occhi per rendersi conto di che miracolo è la vita.

Entri in sala parto, va tutto bene, poi ti riposi dalle fatiche nel tuo letto d'ospedale e avverti tutti i tuoi parenti e i tuoi amici che sei al settimo cielo.
Lo dici anche a tua madre, rimasta sveglia nel cuore della notte per poter gioire in diretta.

Ti sdrai, ti senti un po' bagnata, ma pensi che è il parto, pensi al tuo bimbo, senti che qualcosa scorre dal tuo corpo, ma tu non ci vuoi pensare, però ti senti svenire, ti mancano le forze.
Allunghi una mano e le dita si colorano di sangue.
No, non può essere, era andato tutto bene. Chiami i soccorsi. Domani devi tenere il tuo bimbo stretto a te e sentirne l'odore, capire se somiglia più a te o a suo padre.
I medici ti mettono su una barella di corsa, ti portano in sala operatoria e tu pensi che sarà un'altra gran rottura.
Ma cominci a sentire la vita che scorre via, come il sangue che scende copioso.
Chiudi gli occhi, ma non è sonno, proprio non ce la fai a tenerli aperti.
Anestesisti e rianimatori darebbero il proprio rene per salvarti, ma il tuo corpo si svuota, il cuore non ce la fa più.
Il tuo piccolo dorme beato perché ancora non lo sa che la sua mamma se ne sta andando dopo averle dato l'unico bacio.

I medici insistono ma in quella sala non c'è un chirurgo e il centro trasfusionale è troppo lontano per una che sta perdendo sangue a litri.
Il chirurgo non c'è perché i potenti hanno deciso così: niente emergenza e urgenza all'ospedale di Cetraro, devono risparmiare per pagare parcelle d'oro e doppie fatture agli amici.
Finalmente vedi una luce bianca, ma non è una lampada, è il momento di andare.
E' tutto finito.
C'è un bambino che non conoscerà mai sua madre e un uomo diviso tra la felicità assoluta di diventare padre e il dolore lancinante di aver perso sua moglie e la madre dei suoi figli.
Ecco la sanità Calabrese.

Ciao Tina!

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