Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

Domenica, 22 Settembre 2019
itenfrdees

Search

Rubriche

« September 2019 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            

Sandro Principe: Nicia, capo dell’armata ateniese inviata in Sicilia alla conquista di Siracusa, rivolgendosi ai soldati disse: “la città non sono le mura o le navi, la città sono gli uomini”

Posted On Sabato, 20 Luglio 2019 06:56
Sandro Principe Sandro Principe

"Gli schiavisti del Sud Africa diedero vita ad un movimento chiamato “Fronte della Libertà”, mentre i colonnelli Greci golpisti avevano un giornale di riferimento denominato “Mondo Libero”. Dal canto loro i generali Cileni, autori del colpo di stato per deporre il presidente Socialista Allende, guidavano un movimento noto come “Patria e Libertà”.
Nella seconda metà del secolo scorso, i colpi di Stato che portarono alla soppressione della democrazia e, quindi, delle libertà, alla deposizione con la forza delle armi dei governanti liberamente eletti, dando così luogo a sistemi autoritari-dittatoriali di stampo fascista, presentavano la difesa della “libertà” quale giustificazione del Golpe."

E' quanto scrive Sandro Principe. "Questi ricordi mi sono riapparsi nella mente durante i giorni della campagna elettorale, allorché i sostenitori del rieletto sindaco Manna, durante i comizi, gridavano sotto il palco “libertà - libertà”. Fatte le dovute differenze, sussiste una similitudine con i tragici avvenimenti più sopra ricordati. Si è inneggiato alla libertà, da parte dei seguaci di Manna, per nascondere il clima plumbeo che si è respirato all’interno del Comune, con i dipendenti dell’Ente e della Multiservizi impauriti di aver un contatto, anche di semplice saluto, con gli esponenti dell’opposizione a Manna e per occultare, altresì, le paure e i timori estesi a chiunque, commerciante, piccolo imprenditore, artigiano o professionista, avesse avuto un rapporto con il Comune."

"In altri termini, hanno evocato la “libertà” proprio coloro che la calpestavano. E poi, libertà da che cosa, da chi, se le forze in campo vedevano, da una parte, il Sindaco uscente gestore del potere comunale, con le sue armate clientelari ed il sostegno del Presidente della Regione, del Sindaco di Cosenza, di Parlamentari e Consiglieri Regionali, tenuti insieme dalla gestione del potere fine a se stesso, mentre, dall’altra parte, c’era un politico che combatteva a mani nude, forte solo della sua storia e dell’appoggio di un gruppo di giovani che intorno a lui si erano stretti. Come sempre accade quando risorgono le idee ed i comportamenti fascistoidi, si indica, anzi si inventa, un pericolo pubblico, un uomo nero, un nemico, da presentare alle masse per eccitarle, suscitando odi e rancori ed adducendo colpe immaginarie."

"Si è manipolata l’opinione pubblica, incapace di serenità e di reagire nei momenti difficili che viviamo, presentando lo sfidante come immaginario uscente, e l’uscente vero, autore di innumerevole promesse, carico di danaro, sorretto da poteri ed alleati occulti potenti, come lo sfidante, una sorta di novello Davide contro Golia. Tutti i difetti e le manchevolezze di una campagna elettorale clientelare, drogata, violenta, condotta dall’uscente senza idee, senza consuntivi e senza programmi, venivano cinicamente e vergognosamente attribuiti agli altri. Un autentico delirio collettivo. Come nella Germania all’alba del nazismo, quando l’incendio del Bundenstag, eseguito dai nazisti, venne attribuito ai comunisti e agli ebrei, così ai nostri giorni i comportamenti clientelari e ricattatori dei falsi fustigatori dei costumi, sono stati attribuiti agli avversari. Del resto, la manipolazione della pubblica opinione è fenomeno noto e non si dovevano certo attendere le elezioni Rendesi per rendersene conto."

"Accuse ridicole: feudo, sudditi. Vere e proprie isterie collettive offensive dei Rendesi. Vince Manna, senza aver fatto niente, senza aver realizzato un’opera tutta sua, ed è una dimostrazione di democrazia. Se avesse vinto Principe, insieme ad altri costruttore della Città, senza una briciola di potere, si sarebbe parlato di “Principato” e di feudatario. I Rendesi se votano Manna, sostenuto dal suo Vice-Sindaco, sono uomini liberi. Se votano Principe sono sudditi. Teorie strampalate, avvallate anche da sedicenti storici, che si professano rivoluzionari senza aver mai avuto uno straccio di rapporto con il popolo. La questione seria consiste nel fatto che tanta gente a queste straccionerie ha creduto."

"Nicia, stratego a capo dell’armata ateniese inviata in Sicilia nel 415 a.c. alla conquista di Siracusa, rivolgendosi ai soldati disse: “la città non sono le mura o le navi, la città sono gli uomini”. Alcibiade, l’altro stratego, privato del comando perché accusato della oscena mutilazione delle statue, ritenutosi ingiustamente perseguitato dal popolo Ateniese si rifugiò a Sparta e si impegnò per causare la rovina di Atene. Ciò fece senza alcuno scrupolo. Per la cultura Greca-arcaica “le Città sono gli uomini“ e se questi mi tradiscono”, pensò Alcibiade, “nulla più mi lega alla mia città”. Personalmente ho sempre pensato che la città non sono i palazzi ma gli uomini, le donne ed i bambini che li abitano."

"Per questi uomini, donne e bambini abbiamo costruito scuole, piazze, parchi, musei, biblioteche etc. per far si che essi, uscendo dai palazzi, trovassero quanto necessario alla loro vita. Corriamo oggi il rischio di vedere la città con la chiave di lettura che ci suggerisce la cultura Greca? Nell’attuale momento storico è una intrigante, ma drammatica, questione. Andiamo, dunque, alla ricerca di Sparta?".

 

 

 

 

 

Search